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Obblighi NON IRRAGIONEVOLI

La domanda che sorge a seguito delle motivazioni prodotte il 9 febbraio 2023 quando sono state depositate le motivazioni con cui la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi contro l'obbligo vaccinale anti Sars-Cov-2 previsto dal Decreto Legge 44/2021 e successive modificazioni, è piuttosto semplice se ci pensiamo. La domanda prima è: "La Corte Costituzionale deve orientare le sue decisioni sulla base dei Principi e degli Articoli della Costituzione (di cui tra l'altro è garante) o ha facoltà di orientare le sue decisioni su altri parametri come ad esempio la Scienza?".

La domanda non è banale e porta con se due diverse modalità di attribuzione di senso alla realtà.



Mi spiego meglio utilizzando una vignetta, se io sto giocando a Monopoli con alcuni amici e devo prendere una decisione su una questione di gioco ingarbugliata sceglierò di riferirmi al manuale delle regole del gioco Monopoli o potrò scegliere di prendere spunto dalle regole di un altro gioco, per esempio Risiko, per risolvere la mia controversia?

Nel primo caso la controversia si dovrà risolvere utilizzando regole certe e comuni a tutti i giocatori, nel secondo caso non si hanno le garanzie appena esposte e soprattutto non si potrà ben prevedere quali criteri si utilizzeranno nelle successive questioni ingarbugliate. Come vediamo il discorso non è affatto banale e risolvibile facilmente, e non mi interessa qui risolvere nulla, qui voglio solo aprire uno spazio critico che possa analizzare i comportamenti di scelta in senso generale.

In particolare, abbiamo visto come con la sentenza n. 14 la Corte Costituzionale ha ritenuto che “la scelta assunta dal legislatore al fine di prevenire la diffusione del virus, limitandone la circolazione, non possa ritenersi irragionevole né sproporzionata, alla luce della situazione epidemiologica e delle risultanze scientifiche disponibili”.

Ora dunque, la consulta ha scelto di considerare non irragionevoli le scelte del governo perché questi si è riferito alle "risultanze scientifiche disponibili", dicono loro.

Uno dei problemi preliminari che mi sento di sollevare immediatamente riguarda proprio "la Scienza" che per definizione cerca delle "verità condivisibili" sempre in divenire e studia i fenomeni attraverso metodi stabili, replicabili e condivisibili. Dunque stando a quanto sostengo nelle righe precedenti appare chiaro che "la scienza" (quella vera perlomeno) dovrebbe quantomeno avere un approccio cauto nel prescrivere dei punti fissi, accertando le evidenze, esibendo e riverificando nel tempo la stabilità dei fenomeni, anche perchè se non avesse un approccio più che cauto non proporrebbe delle certezze verificabili ma si esporrebbe al rischio di produrre affermazioni sbagliate o fortemente incomplete o fortemente viziate da opinioni e/o conflitti di interesse.

Nel periodo pandemico invece abbiamo assistito ad una "Scienzah" molto "frettolosa" che ha voluto fissare in modo monolitico alcune certezze, che tanto monolitiche non erano, vedi ad es. il discorso contagi, il discorso immunità di gregge, il discorso "se non ti vaccini ti ammali, fai ammalare e lui o lei muore, unite al fatto che ad oggi ancora nessuno sia riuscito ad isolare il famigerato virus contro il quale però si è riusciti a produrre dei dispositivi diagnostici che che pur se senza conoscere il virus riescono a dire che c'è il virus, o dei medicamenti preventivi di nuovissima generazione, tanto nuova da non essere mai stata testata sull'uomo mRNA ecc." non voglio entrare qui nei motivi per i quali la scienza doveva correre ma voglio ricordare che in Italia veniva imposto anche il tipo di tecnologia del farmaco (mRNA) da inocularsi, direi anche che, è a questo punto ipotizzabile che qualcuno volesse proprio questa velocità e decisionismo da calare nei processi scientifici per potersene servire a posteriori per giustificare determinate scelte. Non mi sembra un'eresia e non è affatto illogico se pensiamo che qualcuno ci avrà anche guadagnato qualcosina dagli anni pandemici.

E per concludere voglio ritornare su "la scelta assunta dal legislatore al fine di prevenire la diffusione del virus, limitandone la circolazione..." come leggiamo la Corte Costituzionale motiva le sue scelte fornendo un motivo chiaro, il motivo secondo loro era la "prevenzione della diffusione del virus", ma come si può prevenire la diffusione di un qualcosa che non so nemmeno cosa sia? ribadisco infatti che se il fantomatico virus non è stato isolato non so come è fatto, quindi come posso arginare la diffusione di un qualcosa che non so come sia fatto? mi appare come un non-senso simile al prendere un setaccio facendoci passare attraverso la sabbia, buona parte della sabbia se ne andrà giù e qualcosa rimarrà nel setaccio. Ecco questo qualcosa che è rimasto nel setaccio non è detto che sia oro, e anche qualora fosse oro, io non so se sto cercando l'oro o qualche altra cosa perchè non conosco l'oro, quindi posso solo sapere che nel setaccio è rimasto qualcosa ma non so cosa sia. Ecco direi che i tamponi funzionavano più o meno così e purtroppo un pò tutto ha funzionato così.

Ed è giunto il momento di rimettere un po' di ordine!


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